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San Giuseppe Artigiano

FIERA DI OSNAGO
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Camera di Commercio, Provincia di Lecco, Comune di Osnago, Parrocchia di Osnago

Storia

La Fiera S. Giuseppe nasce nel 1980 promossa da un gruppo di attivisti oratoriani che da parecchi anni dedicano il loro tempo libero ad iniziative ed opere di volontariato nell'ambito parrocchiale e comunale. Detto gruppo, che all'inizio annovera una ventina di componenti, nell'intento di far conoscere e valorizzare la consistente presenza dell'artigianato, della piccola industria e della zootecnia locali, organizza una piccola mostra dei lavoro.

Siamo all'aprile 1980 e sull'area del campo sportivo parrocchiale nasce la prima Fiera che raccoglie un gruppetto di artigiani, qualche piccolo industriale e gli allevatori di mucche da latte e vitelli da ingrasso. Il dato che emerge è la notevole potenzialità produttiva locale.

L'iniziativa si ripete negli anni che seguono e desta un sempre maggior interesse in tutto il Meratese, infatti, i cinquemila visitatori dei primo anno risultano pressoché raddoppiati nelle successive tre edizioni. La richiesta di espositori a partecipare alla mostra esce sempre più dall'ambito locale. La piccola imprenditoria e l'artigianato, presenti su tutto il territorio della Brianza con numerosissime unità produttive, vedono nella Fiera di Osnago un importante momento espositivo e di offerta sul mercato dei loro prodotti; la zootecnia brianzola, ricca di allevamenti produttori di latte e carne per il mercato della nostra Provincia, chiede un appropriato spazio nel programma della mostra.

I promotori della Fiera si prodigano in un notevole sforzo organizzativo per un'adeguata accoglienza delle categorie interessate e riescono ad allestire l'edizione 1985 con una cinquantina di espositori. A questo punto, il raggio di interesse dell'iniziativa sconfina dal Meratese e va a coinvolgere ampie zone della nostra Provincia e di quelle limitrofe di Milano e Bergamo.

Nel 1986 la Fiera si trasferisce dall'area dei campo sportivo parrocchiale all'area-parco comunale al fine di soddisfare le richieste di un sempre maggior numero di espositori. Le nuove dimensioni della mostra e l'aggiunta dei servizio di ristorazione per i visitatori, rendono l'organizzazione e la gestione della manifestazione molto impegnativa e richiedono l'impegno di un maggiore numero di volontari che oramai raggiungono l'ottantina.

Ammortizzati i primi investimenti, grazie all'ininterrotto contributo dei lavoro gratuito dei volontari, in ossequio allo statuto che traccia le finalità della Fiera, si provvede alla fornitura di alcuni strumenti sanitari all'ospedale di Merate e si avviano attività di sostegno alle iniziative di alcune Associazioni culturali e sportive locali. L'appuntamento di fine aprile richiama l'attenzione di un sempre maggior numero di operatori commerciali la cui richiesta a partecipare alla Fiera di Osnago diventa incontenibile.

Nella seconda metà degli anni ottanta entrano in Fiera i primi espositori dei commercio che con il susseguirsi delle edizioni prendono sempre maggior spazio; con essi entra anche il terziario (banche, Sip, Centro Estero delle Camere di Commercio Lombarde, agenzie pubblicitarie) che completa la gamma degli espositori.

Con l'inizio degli anni novanta la Fiera annovera mediamente un centinaio di espositori ed oltre trentamila visitatori, ma il continuo aumento di richieste da parte di nuovi espositori rendono insufficiente lo spazio disponibile. Nel frattempo viene costruito un auditorium in struttura metallica prefabbricata adibito a convegni, conferenze e manifestazioni varie, l'area comunale a disposizione è così sfruttata in ogni angolo possibile per cui diviene sempre più pressante l'esigenza di una nuova area che permetta alla Fiera di ampliarsi.

Nel gennaio 1994 il Comune mette a disposizione un nuovo terreno di circa 15.000 mq. prospiciente la strada statale Milano-Lecco e dà così modo alla Fiera di insediarsi su un'area definitiva, di dimensioni adeguate alle proprie esigenze e con possibilità di future espansioni. La Fiera con un piano triennale di investimenti, che richiede un notevole impegno finanziario, provvede a dotare la nuova area di tutte le reti tecnologiche (energia elettrica, telefono, gas, acqua, acque reflue), esegue l'asfaltatura e le pavimentazioni necessarie, predispone nuovi parcheggi. Mediante strutture metalliche realizza un grande padiglione di oltre 6.000 mq. comprendente un'area espositiva di circa 5.000 mq., un ristorante dotato di una attrezzatissima cucina. un bar, un'infermeria di pronto soccorso ed altre aree di servizio. Con l'edizione 1994 la Fiera assume così una nuova dimensione che anche per gli anni a seguire può disporre di 240 stands di 16 mq. ciascuno, ospitare normalmente 120/140 espositori, offrire una decina di spazi espositivi esterni dislocati su una superficie di circa 500 mq. e garantire un efficiente complesso organizzativo idoneo alla gestione di circa 50.000 visitatori per ogni edizione.

La Fiera ha potuto far fronte al succitato piano triennale di investimenti, come detto, di notevole impegno finanziario, in quanto l'attività di Direzione, Consiglio e Gestione della struttura fieristica nonché la costruzione di buona parte della struttura in ferro, sono avvenute a costo zero perché effettuate da volontari nelle ore serali, da pensionati e dal Gruppo Alpini durante il giorno e nelle notti di guardia nel corso delle manifestazioni.

Con la 18a edizione la Fiera ha iniziato una nuova forma di collaborazione con il Pronto Soccorso dell'ospedale di Merate nell'organizzazione di convegni di aggiornamento e di informazione rivolti al personale medico e paramedico ed all'utenza.

A partire dalla 20a edizione, la collabrorazione con i gruppi missionari che operano nel terzo mondo si fa sempre più stretta; il giorno 1 giugno 2000 nasce l'associazione san francesco. La collaborazione fra queste due associazioni porta da subito la messa aposto di un ospedale in Kenya e ad oggi la realizzazione di un villaggio per la raccolta e l'istruzione di bambini.

La Fiera di Osnago, ormai superato il secondo decennio di attività, è oggi un'importante ed insostituibile finestra che ogni anno si apre sul panorama dell'artigianato, della zootecnia e dei commercio della Brianza e dintorni.

Prima di concludere questa piccola storia della nostra Fiera, si ritiene utile far presente che nonostante i pesanti impegni finanziari degli ultimi anni, la Fiera non è mai venuta meno ai suoi obiettivi; il volontariato che si esprime attraverso l'associazionismo ha visto il complesso organizzativo della Fiera mettere a disposizione le proprie strutture ogni volta che ne è stato richiesto; il sostegno dei personale e dei mezzi della Fiera, alle iniziative ed alle feste popolari promosse da Gruppi, Associazioni o Enti (vigili dei fuoco, protezione civile, handicappati, oratori parrocchiali dei circondario, gruppi culturali e sportivi, gruppi missionari che operano nel terzo mondo) è stato in molti casi determinante.



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